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Schengen

 

praticheL'ingresso operativo dell'Italia nel sistema di Schengen, il 26 ottobre 1997, ha segnato per il nostro Paese la positiva conclusione del processo di adattamento del regime nazionale dei visti e dell'ingresso degli stranieri alla nuova normativa uniforme condivisa dalla maggior parte degli Stati europei, ispirata alla progressiva realizzazione di un vasto spazio comune di libera circolazione grazie al definitivo abbattimento delle frontiere "interne" e al rafforzamento dei controlli alle frontiere "esterne".

 

Il Ministero degli Affari Esteri, ha curato l'emanazione del "Decreto interministeriale in materia di visti" previsto dall'art. 5 c. 3 del D.P.R. 394/1999. Tale decreto, recante la data del 12.7.2000 e pubblicato sulla G.U. n.178 del 1.8.2000 (vedi successivo punto E), ha completato la serie di fonti normative in materia, costituita in ambito nazionale da:

 

  1. il "Testo Unico delle Disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" - Decreto Legislativo 25.7.1998, n.286; (G.U. n. 191 del 18.8.1998)

  2. il Regolamento d'attuazione del Testo Unico precitato - Decreto del Presidente della Repubblica 31.8.1999, n.394; (G.U. n. 258 del 3.11.1999)

  3. la Direttiva del Ministero dell'Interno del 1.3.2000 "definizione dei mezzi di sussistenza per l'ingresso ed il soggiorno degli stranieri nel territorio dello stato" (G.U. n. 64 del 17.3.2000)

 

Le fonti normative in ambito Schengen, sono:
  1. l'Accordo di Schengen del 14.6.1985 tra Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi;
  2. la Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 19.6.1990;
  3. gli Accordi di adesione dell'Italia, firmati a Parigi il 27.11.1990;
  4. la Legge di ratifica ed esecuzione n. 388 del 30.9.1993 (S.o. G.U. n.232 del 2.10.1993);
  5. la Istruzione Consolare Comune (ICC), approvata dal Comitato Esecutivo di Schengen a Parigi il 14.12.1993 e modificata da ultimo il 16.12.1998

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